Prologo:
Il percorso artistico di Giovanni Korallo rappresenta un continuum ininterrotto di ricerca di elevato spessore culturale, di impegno morale e civile sotto il segno della Bellezza e del Sogno, di un Pensiero che si fa immagine e poesia e si coniuga con una particolare ironia rilevata dai critici come caratteristica a volte esplicita, altre subliminare, sotterranea, dell'arte di Korallo.
Un'arte dalla poliedrica fenomenologia che in questo evolversi, mai domo, sceglie anche di fermarsi e guardarsi in retrospettiva, per ritrovare il senso del proprio essere e degli orizzonti futuri.
Da questa fase creativa di ripensamento nasce il progetto dal titolo suggestivo e altamente polisemico, ricco di richiami e simboli: "Donne, Madonne e Angeli Ribelli", tre parti di dieci opere ciascuna, dove la congiunzione "e" stabilisce tra loro, in particolare tra le prime due e l'ultima, un dialogo e a volte una sovrapposizione, pur mantenendo la loro specifica, univoca identità
In questo percorso l'artista riprende opere precedenti, le estrapola dal contesto e talvolta apporta cambiamenti nei particolari, anche relativi alla tecnica utilizzata, per adattarle alla mutata dimensione artistico- umano- conoscitiva. Un'operazione che sottolinea la fluidità e l'evolversi del percorso artistico e umano, ma anche la sua continuità; la relazione con i mutamenti del tempo e la sua indifferenza allo scorrere delle stagioni. Ed è perciò significativa e originale la scelta di attingere dal passato per rivisitarlo, a rappresentare il movimento della vita.
Costante la cura della tavolozza cromatica, filo conduttore della produzione di Korallo, padroneggiata con creatività e perizia: colore che è energia, sentimento, emozione e, direi, pensiero, a partire dal rosso ed in particolare il "rosso Korallo" intenso e simbolico. Al rosso si aggiunge l'azzurro, colore del cielo, del mare, della mente, modulato nelle sue varie sfumature: dal blu al ciano, colore complementare del rosso, dal blu cobalto, al blu Klein, dal turchese all'acquamarina. Queste ultime tonalità sono tendenti al verde, colore anch'esso privilegiato nelle sue gradazioni: verdi freddi e verdi caldi, verde brillante, verdi ispirati alla natura e sfumature inedite e surreali. Non mancano gli altri colori, in particolare il bianco e il nero nella loro complementarietà e significati. Un ruolo particolare hanno le tonalità di rosa utilizzate in contesti surreali e spesso nella rappresentazione del corpo umano.
Quadro appartenente alla SEZIONE DONNE
La sezione "Donne" ha, a mio avviso, come protagonista l' "eterno femminino" il das EwigWeiblichedel Faust goethiano che vuole indicare l'essenza immutabile, ambigua e attraente della femminilità, che si rivela in varie forme. Prende vita una serie di figure femminili che inizia con la donna rappresentata sotto il "peso" della complessità di pensieri e azioni, in una modalità scenografica surreale e incisiva, caratterizzata dalla rappresentazione di un modello architettonico tridimensionale che è uno degli stilemi dell'artista. Vi sono poi la donna sontuosa e altera di matrice rinascimentale, reinterpretata in chiave moderna, la donna elegante e raffinata in un scenografia ricca di simbolismi, tra cui la presenza di frutta, spesso disposta in eleganti alzatine, che ne esaltano bellezza e fecondità, la donna amica ritratta secondo canoni realistici e accostata ad una "Maja desnuda", che cita Goya, ma ha il tocco di Korallo. Di profonda suggestione emotiva e cromatica la donna "5": misteriosa con un gatto, un cesto di frutta su un centro rosso, sovrastata da una spettacolare nuvola nera", che si staglia su uno sfondo marino che si intravede; una la figura che si "compone" e "ricompone", divisa" in un insieme di "mattonelle".
Un posto a sé meritano le inquiete ed inquietanti fanciulle del gruppo "7".
Immancabile Lei, la donna della vita, l'Amore che non conosce fine, Rita Anzi Rita, con la sibilante finale che inoltra il nome nell'infinito, l'eterno sempre e "per sempre"; Rita, musa ispiratrice costante dell'opera dell'artista.
Splendida nell'accesso cromatismo, un'altra caratteristica dell'arte di Korallo, la donna che sostiene l'albero della vita e le "regine perdute", donne di grande fascino e bellezza con la chioma folta, fluente, libera nel vento, eppure immobile, e nello stesso tempo ondulata come le onde del mare, lambito dal vento, chioma che è cifra ricorrente nella rappresentazione di Korallo.
Chiude la teoria delle "Donne" un suggestivo quadro dalle atmosfere metafisiche e surreali, care all'artista, che rappresenta due donne, circondate di abbondanza, sovrastate dallo stilema di un complesso modello urbano a tre dimensioni ed ai cui piedi, sotto un divano rosso (Korallo), è stesa, come in posa, un' elegante figura maschile.
Sezione Madonne
Quadro appartenente alla SEZIONE MADONNE
Questa seconda parte "Madonne", dialoga con la prima a livello di rappresentazione femminile e ritengo si configuri come la sezione più complessa e aperta alle interpretazioni.
Nel campo dell'Arte il termine Madonna indica la rappresentazione di Maria da sola o con il piccolo Gesù, un'iconografia che ha dato vita a capolavori famosi e immortali.
Per etimologia il termine Madonna significa "mia donna", "mia signora" o semplicemente "Signora" ed è di origine medioevale e di uso cavalleresco; con il tempo l'espressione ha finito per identifica Maria, la madre di Gesù.
Di maestosa perfezione formale, curata nei minimi particolari sono le Madonne di Korallo. Madonne dallo sguardo limpido nel volto soffuso di malinconia; madonne che riprendono i modelli rinascimentali delle "madonne con il Bambino", reinterpretandoli con un'inquietudine tutta moderna, espressa negli sguardi, nelle pose, nelle scenografie, come la "Madonna numero 6".
D' impatto visivo ed emotivo è il bozzetto indicato come "Madonna n. 10", siglata la firma Corallo (a ancora con la "c") e la data 1979. Giunonica, dal viso bellissimo, occhi profondi vestita di veli, reca nella mano sinistra una melagrana sormontata da una croce, simbolo dai tempi antichi di potere, di fertilità, di abbondanza, di conoscenza e dal Medioevo associata a Maria. La Madonna accarezza un bambino seduto ai suoi piedi con reminiscenze della "Madonna del cardellino" di Raffaello, del 1506.
Vi sono madonne sensuali, con le chiome abbandonate al vento come una vela, come in un sogno che si confonde con l'orizzonte marino. Sensuale, inquietante, quasi claustrofobica la "Madonna n. 9", il viso dormente, rinchiuso in una specie di palcoscenico sormontato da una pendola, lo scorrere inesorabile del tempo, al centro di un paesaggio, ancora una volta, marino.
Ricca di polisemie è la suggestiva, complessa opera, designata come "Madonna numero 5", in cui Giovanni Korallo "partecipa" della creazione "entrando" con il suo braccio per celebrare il rito del battesimo, sul capo di una madonna che sembra dormire appoggiata su un cuscino. Come sfondo di questo rito, non narrato nelle Scritture, il lago di Tiberiade, unico elemento di colore insieme alla mano, che viene "proiettato", come su uno schermo, sul torace della figura di Gesù, abbracciato a due discepoli. Uno sfondo, dominato dal colore azzurro, comprende la scena del Battesimo di Giovanni, un trompe l'oeil a livello cromatico, strutturale e di contenuto, che dà al lavoro una dimensione tridimensionale metafisica e surreale. La madonna è qui forse un simbolo di sottomissione, di accettazione della propria missione ad un destino di sofferenza, come suggerisce la posa del capo anche in questa rappresentazione sproporzionato e privo di corpo.
Purezza, bellezza e luce connotano invece la "Madonna numero 3" che ricorda le icone russe, da cui riprende l'oro dello sfondo, più vicina alla rappresentazione tradizionale della Madonna con bambino neonato, eppure modernissima nei tratti e nell'espressione intensa e sottilmente inquieta e malinconica del volto.
La Donna / Madonna viene collegata con la Storia: il potere ecclesiastico, la guerra, inquadrate tra finestre con sbarre; libera da queste ultime è invece una donna nella sua nuda purezza, che fa da contrappunto ad una Madonna, anch'essa luminosa, candida figura, che scende, come danzando, una scala dagli scalini bicolori, bianchi e neri, come la storia, come la vita.
e neri ( labirinto, gioco di scacchi ?).
Collega "Madonne" ad "Angeli Ribelli" un'opera dominata dalla nudità dei protagonisti. Anche qui,come nel passaggio Donne/Madonne compare una figura maschile, forse lo stesso artista, che di spalle sembra ammirare una donna che si impone distesa in alto sulla chioma di un albero, anch'esso imponente, svettante da una costruzione e dalle foglie rosa che riprendono ed esaltano la sfumatura di colore del corpo femminile. Madonna elevata al cielo, la florida figura ha in mano una mela, frutto a cui Korallo ha dedicato il suo periodo della pomme art, e che è correlativo oggettivo della tentazione e del peccato di Eva e perciò simbolo di ribellione.
Sezione Angeli Ribelli
Quadro appartenente alla SEZIONE ANGELI RIBELLI
L'espressione "Angeli ribelli" è in apparenza un ossimoro, considerando i significati denotativi dei termini. Il sostantivo "angelo" viene dal greco e significa "messaggero", con il tempo gli angeli sono state identificate con figure esseri sovrumani, spirituali di guida e protezione, tramite tra uomo e Dio. Nella tradizione religiosa gli angeli ribelli sono gli angeli scacciati da Dio dal Paradiso e rappresentano quindi il male, ma sono anche persone che rifiutano le oppressioni, la violenza, gli status quo, i pregiudizi e aspirano a nuove prospettive:
Gli "Angeli ribelli" sono donne e madonne che rappresentano la sfida, rifiutano di stare "al loro posto" e giudicano la realtà attraverso gli sguardi, la presenza di oggetti - simbolo come una pistola puntata contro un viso classicamente perfetto e dallo sguardo distaccato e al tempo stesso attonito. Oppure ancora si espongono in situazioni ambigue come la testa di Dylan, che sembra mozzata, in grembo ad una regale figura femminile dalla cui bocca chiusa esce un fumetto in cui si fa riferimento ad un sogno(difficoltà a rendere in parole la propria ribellione: donne e Madonne che lanciano la sfida dell'indifferenza, della bellezza statica, dello sguardo indagatore.
Gli "angeli ribelli" di Korallo rappresentano anche l'oscurità, il male, la violenza. Emblema può considerarsi Angeli ribelli "5": un viso inquietante, inespressivo, che si staglia tra graffiti di colore, caratterizzato da una metà in luce, sia pure piena di ombre, ed il resto immerso nel buio, le due facce complementari dell'umanità. Appartengono a questo gruppo opere in cui i colori sono cupi, le linee, i tratti somatici dei protagonisti sono aggressivi e spesso deformati, le situazioni rappresentate connotate da violenza. Se nelle altre due parti la presenza femminile si evidenzia già nel titolo, quella maschile è di pochi isolati elementi e appaiono come personaggi che veicolano il passaggio, qui gli uomini diventano numerosi. Del resto nel titolo si parla di "angeli" senza distinzioni di genere, ad indicarne la varietà. Sono rappresentati individui, anche in divisa e armati, che sono aggressivi e fanno violenza a donne. Le opere esprimono la condanna ad una società intossicata, intrisa di squallido edonismo che trasforma in carnefici gli esseri umani. Vi si può cogliere in particolare un riferimento alla violenza sulle donne che sfocia spesso nel femminicidio, piaga sociale di cui tanto si parla.
Il mondo degli "angeli ribelli" si presenta, per dir così, statico, "incorniciato" da forme geometriche e decori a scacchiera, una scelta ottica, come nel pavimento del "presepe" della sezione precedente, che strutturano lo spazio dalle atmosfere medioevali da società cavalleresca dell'opera Angeli ribelli "1" che apre la sezione.
Compendio dell' ambiguità che domina la performance di Giovanni Korallo è, a mio avviso, l'opera "Angeli ribelli "5" un groviglio cromatico di figure a tre livelli, in uno sfondo urbano, che ha come centro la figura di un uomo disteso, il cui aspetto, la posa e gli abiti potrebbero far pensare ad un poeta, un artista, personaggio comunque tramite tra due mondi: un superiore mondo distruttivo, il cui emblema è un "fantoccio" femminile che porta i segni di "maltrattamenti", tenuto da una donna di cui si vedono solo le gambe, la gonna e le scarpe ,non casualmente rosse, e un mondo sotterraneo. L'uomo ha infatti le dita di una mano intrecciate con quelle che sporgono in basso ed appartengono a una mano di una figura, che si intuisce femminile e che si intravede con un'altra. Un gatto nero dagli spiritati occhi gialli e misteriose inquiete ed inquietanti creature, forse emblemi di diversità e ribellione, sono immerse in uno specchio d'acqua ghiacciato, come viene da pensare dalla tonalità bianco. azzurra e trasparente del colore, che sollecita reminiscenze con il dantesco Cocito.. Quali le modalità di connessione con il mondo superiore? Sta al fruitore abbandonarsi all'incanto ed alle suggestioni emotive di un arte che sa parlare alla mente ed al cuore.
Concludendo
I tre momenti della ricerca "Donne, Madonne e Angeli Ribelli" si rimandano dunque come in uno specchio . Un percorso di continuità e contrasti che rappresenta quasi un momento di originale pausa di riflessione nell' evolversi di Giovanni Korallo, tra Arte, impegno etico e civile, vita, sogno, realtà, alla continua ricerca di forme espressive, di sperimentazioni; un'arte che sa reinterpretare efficacemente e con intelligenza creativa la tradizione classica e le avanguardie. Una riflessione di senso che, attraverso la rivisitazione di proprie opere, si interroga sulla complessità del reale, sul tema dell'ambiguità, su come essa si coniughi e si evolva attraverso un percorso fluido, un'indagine sulla bellezza, la sensualità, la spiritualità, la ribellione nelle loro varie forme; una riflessione che rende omaggio alla donna/ Madonna, all'Amore rappresenta e condanna la violenza.
Continua Korallo a credere nell'Arte, nel suo valore personale e collettivo, nella Bellezza e nell'Etica che salveranno il mondo. Giovanni Korallo in questo progetto è emulo di Orfeo, controfigura di Narciso, moderno don Chisciotte, personaggi oggetto di ricerca e rappresentazione da parte dell'artista.